giovedì 23 gennaio 2014

(475) COME NASCE UN “DEBITO FUORI BILANCIO” (5° puntata)



Finiti i lavori a fine luglio, “dal 19 settembre 2012 – ricordano i Consiglieri di Opposizione nella Relazione che Lorena A. Barbaresi ha tentato di leggere nel Consiglio comunale del 30 dicembre scorso - cominciano le liquidazioni di acconti e saldi per le lavorazioni effettuate.”

Professionisti e Ditte hanno emesso le prime fatture e tra il 19 settembre e il 17 novembre, il Responsabile dell’Area Tecnica del Comune, ing. Vitali, con 6 determine liquida somme per 18.069 €, trasmettondole all’Ufficio Ragioneria “per l’emissione del relativo mandato di pagamento”. 

Si tratta soprattutto di “acconti”, liquidati “salvo conguaglio finale” da parte dell’arch. Bartocci. Si poteva già intuire che, alla fine, il preventivo iniziale sarebbe stato “sforato” alla grande. Tanto più che qualche fattura (ad es: quella dell’ arch. Bartocci stesso, datata 27 agosto, per 1.051,33 €) era rimasta ancora "nel cassetto”.

Le determine dell’ing. Vitali sono pubblicate all’albo pretorio on line del Comune con un ritardo medio di 2 mesi, ma “qualcuno”, in Comune, (Sindaco, Assessori al bilancio ed ai lavori pubblici, Segretario comunale dell’epoca, Dr. Zammarano, Ragioniera, Revisore Contabile, Dr. Grassetti) avrebbe potuto accorgersi che qualcosa non andasse per il verso giusto.
E' pensabile, infatti, che nessuno, oltre all’ing. Vitali e all’arch. Bartocci, sapesse cosa era accaduto sul cantiere, durante i 40 giorni di lavori; quali e quanti lavori erano stati fatti; se si era andati oltre a quanto previsto dal progetto e dagli elaborati tecnico-contabili allegati, dal preventivo e dal budget originari; se erano state scrupolosamente osservate le normative e le procedure in materia di lavori aggiuntivi o non contemplati nel progetto e/o di perizie suppletive rese necessarie dall’avanzamento degli stessi? 
Nessun Amministratore, che pure sul sul cantiere s'era visto, si era accorto di nulla? Può essere... ma stiamo agli atti.

Il 29 settembre 2012, il Consiglio comunale, con i voti della sola maggioranza, approva la delibera n. 26 sulla “Salvaguardia degli equilibri di bilancio“.E’ l’atto, obbligatorio per legge, con cui si attesta il regolare andamento dell’azione amministrativa, ma è anche l’atto con cui debbono rilevarsi eventuali “debiti fuori bilancio” o rischi di “squilibrio” nei conti, se ci sono.
In Consiglio comunale nessuno rileva nulla. Anzi, si attesta che “alla data odierna non risultano debiti fuori bilancio”.
Segretario comunale, Responsabili dell’Area Tecnica e di quella Contabile dichiarano all’unisono che “lo stato di attuazione dei programmi (…) risponde agli obiettivi posti nell’ambito del bilancio di previsione (…) garantendo il buon andamento della gestione amministrativa”, tanto che si fa a meno del parere del Revisore Contabile, ritenuto “non necessario”.  
Per l’Amministrazione comunale, dnque, “tutto va ben madama la marchesa”!

Del resto, a quella data, il capitolo di bilancio destinato alla “manutenzione straordinaria del patrimonio comunale” vede “impegnati” appena € 1.222 dei 13.618 € complessivamente disponibili.
Ciononostante, da quel momento si cominciano a “pompare” ulteriori soldi su quel capitolo di bilancio ... fino a portarne la dotazione prima a 20.018 e poi a 27.501 € (più che raddoppiandola, dunque, rispetto alla previsione iniziale che fu di “appena” 13.618 € ).

Ciò avviene il 30 ottobre, con una “Variazione di bilancio” (atto n. 30) e il 30 novembre, con l’”Assestamento del bilancio” (atto n. 32), votati dal Consiglio comunale, con l’astensione o il voto contrario dei consiglieri di opposizione.
I verbali di quelle sedute consiliari sono assai scarni, mentre resoconti più dettagliati possono leggersi su questo sito (http://www.rinnovamento.eu/resoconti/c.c.30102012.pdf e http://www.rinnovamento.eu/resoconti/c.c.30112012.pdf). E’ facile constatare che sui motivi che rendono necessari i nuovi stanziamenti l’Amministrazione glissa e tuttavia doveva pur esserci chi “non poteva non sapere” a quale uso dovevano servire quei soldi; se servivano a “tappare buchi”, a far fronte a spese andate fuori-budget, dotate o meno di preventive perizie suppletive, di regolari varianti tecniche o finanziarie, insomma di spese in qualche modo eccedenti i limiti originari di delibera e di bilancio!

E' così, infatti, che, tecnicamente, può nascere un “debito fuori bilancio”.
Ed è così che nasce  un problema di cui, all’epoca, in quel finire del 2012, ancora nessuno – Autorità politico-amministrativa, tecnica o di controllo, interna o esterna al Comune - dice nulla e che nessuno rileva, nonostante siano trascorsi mesi dalla ultimazione dei lavori e dalla chiusura del cantiere.

Si ha l’impressione che si tenti di mettere la polvere sotto lo zerbino di casa…!
E per oggi, fermiamoci qui. A domani…

Nessun commento: